Una boccata d’ossigeno per le imprese che potranno contare sull’iperammortamento per tre anni, fino al 2028. La novità arriverà a breve nella manovra come annuncia, ad Atreju, il viceministro Maurizio Leo che si spinge anche a promettere per il prossimo anno un taglio dell’Irpef esteso ai redditi fino a 60mila euro. “Si stanno ottenendo le condizioni perché si possa fare”, assicura. Tornando, però, alla legge di bilancio 2025 in discussione in Senato, sono diverse le novità che spuntano dagli emendamenti riformulati dal governo.
Tra le altre la conferma dell’innalzamento, per le città metropolitane a 120mila euro del tetto del valore catastale della prima casa che si può escludere dal calcolo dell’Isee. Ma anche una stretta sull’assegno di inclusione con il primo assegno dopo il rinnovo che viene dimezzato. Nella manovra dovrebbe entrare poi, come conferma il ministro Giancarlo Giorgetti, anche la misura sull’oro di Bankitalia ‘al popolo’. Una norma – evidenzia il titolare del Tesoro – dall'”effetto simbolico fondamentale” che “era giusto definire” e sulla quale anche la Bce, alla fine, ha capito.
Giorgetti, dal palco di Atreju, rivendica il lavoro e la battaglia portata avanti dalla maggioranza, FdI e Lega in primis, sulla questione. Una norma “simbolica”, evidenzia. Ma che, dopo vari aggiustamenti, ha assunto un valore politico, di principio per il centrodestra. E che, dopo un’ultima limatura potrebbe avere il primo ok domenica. “La riformulazione è pronta – fa sapere il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan, primo firmatario dell’emendamento – e sarà votata domenica notte”. Solo, per allora, infatti, si registreranno, in commissione, le prime votazioni sulla legge di bilancio il cui approdo in Aula al Senato slitteranno dunque decisamente rispetto all’ipotesi iniziale di lunedì 15. Sarà una capigruppo, martedì, a definire il nuovo calendario dei lavori.
Ad ogni modo la parte più corposa delle modifiche è stata comunque messa nera su bianco nelle riformulazioni stilate dal governo che contengono in primis le coperture per le nuove misure. Il mantra del governo, ribadito dal ministro Giorgetti, resta, del resto, quello della salvaguardia dei conti pubblici. A costo anche, evidenzia il ministro di “scelte impopolari”. “Abbiamo conquistato fiducia – evidenzia il ministro – con un lavoro serio e responsabile in questi anni ed è un patrimonio che rivendichiamo”. E il segno di questa linea di condotta si ritrova anche nel ‘maxi-riformulato’ del governo. Si va dalle banche (che porteranno ulteriori 600 milioni in due anni) all’Rc auto con l’innalzamento di quella per gli infortuni sul conducente che porta 115 milioni l’anno. Fondi anche dall’imposta sostitutiva per la rivalutazione di terreni e partecipazioni che porta in dote alla legge di bilancio circa 240 milioni l’anno.
E ancora la tassa sui mini-pacchi che vale 122 milioni nel primo anno e 245 dal 2027 e la Tobin tax. Fondi necessari per coprire le nuove misure frutto di intesa nella maggioranza. Tra queste l’allargamento del tetto del valore catastale della prima casa da escludere dall’Isee e la stretta sull’assegno di inclusione. Ma anche una modifica sulla Naspi: la prestazione verrà erogata in due rate: la prima al 70% e la seconda – con il restante 30% – entro sei mesi ma solo dopo la verifica della mancata rioccupazione. Risorse poi in arrivo pari a 25 milioni complessivi in tre anni a partire dal 2027 per il fondo morosità incolpevoli e circa 60 milioni per la stabilizzazione dei precari della ricerca. A far discutere è, però, anche nella maggioranza, la stretta sulle risorse alle piccole emittenti locali con la contrarietà della Lega ma anche del Mimit. Restano, in effetti, numerose domande aperte, da Opzione donna alla rottamazione alla rivalutazione dell’oro. E la maggioranza è chiamata a una decisione prova di compattezza.
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