
Sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagnol’uomo ucciso per l’omicidio della moglie Federica Torzullo a.D Anguillaravicino a Roma. Secondo quanto si apprende, i corpi dei due coniugi sarebbero stati trovati impiccati nella loro abitazione. Sul posto dei carabinieri. Al momento si ipotizza un suicidio.
Pasquale Carlo Magnopapà dell’arrestato, era stato citato perché presente su un furgone davanti alla villetta della coppia fra le 7:08 e le 7:17 del 9 gennaio, poco dopo che il figlio ha ucciso la moglie. Per questo Erano in corso approfondimenti investigativi sulla sua posizione. Secondo il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, non c’erano i presupposti per parlare di «piene dichiarazioni» di Carlomagno, arrestato per femminicidio. Offrendosi di spiegare alcune circostanze, il marito di Torzullo avrebbe cercato in realtà di difendersi dall’aggravante della premeditazionenon ancora contestato dai magistrati che ora lo accusano di «femminicidio e occultamento di cadavere». Il gip conferma il carcere e descrive una «personalità negativa che non solo non ha mostrato alcuna capacità di autocontrollo e di contenimento dei propri impulsi ma ha altresì evidenziato una particolare ostinazione nella condotta delittuosa posta in essere».
Le fasi dell’omicidio di Federica Torzullo
In circa quattro ore di colloquio di fronte ai magistrati – nel corso dell’atto istruttorio investigativo -, l’uomo chiarisce e precisa, offrendo nuovi spunti sull’arma, sul cellulare scomparso di Federica e infine sul movente. Carlomagno, assistito dal difensore, l’avvocato Andrea Miroli, avrebbe confermato ciò che l’autopsia aveva già riscontrato: l’utilizzo di un coltello. Un semplice coltello da cucina, ha fatto sapere l’indagato che ha detto di essersene liberato più tardi lungo un corso d’acqua a Osteria Nuova. «Lo stiamo cercando», spiegano gli inquirenti. Carlomagno ha confermato, poi, che il cellulare della vittima è stato «distrutto» dopo un primo tentativo di servirsene per nascondere l’omicidio: «Ho bruciato il telefonino e tutti gli effetti personali di mia moglie» ha spiegato, accreditando anche l’ipotesi che Federica fosse in bagno, senza vestiti, al momento dell’aggressione. Dopo l’omicidio, la disperazione culmina in un’intenzione suicida.
Il movimento e la presenza del padre
È sul movente, tuttavia, che si appuntano le perplessità. Carlomagno ha sostenuto di aver avuto paura, il timore «di perdere l’affidamento del figlio». E questo nel tentativo di dimostrare che si è trattato di un delitto d’impetomentre da chiarire c’è, tra l’altro, la presenza del papà davanti all’abitazione poco dopo il femminicidio. Una versione che non convince il gip. Nell’ordinanza si parla di «indicazioni generiche» che non spiegano, ad esempio, «come abbia potuto provvedere ad eliminare le tracce ematiche dall’abitazione» in così poco tempo.
