Guerra in Iran, le news di oggi in diretta | Trump: “Senza accordo mercoledì ripartono le bombe”

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Le delegazioni di Usa e Iran, dopo giorni di braccio di ferro, guidate dal vicepresidente americano Vance e dal capo del Parlamento iraniano Ghalibaf sono attese in Pakistan per un nuovo round di negoziati. Fonti americano hanno riferito ad Axios che il vicepresidente americano dovrebbe partire entro martedì mattina (ora americana), mentre i media iraniani riportano che la delegazione iraniana non è ancora partita. “Senza un accordo entro mercoledì ripartono le bombe”, minaccia Trump. “Gli Usa vogliono la resa, non ci pieghiamo”, la replica di Teheran. Netanyahu avverte: “Il lavoro in Iran non è finito”. Il clima di incertezza spinge le Borse in rosso e il petrolio al rialzo.

In Spagna “garantita la fornitura di cherosene per gli aerei”

Il presidente dell’Associazione spagnola delle compagnie aeree, Javier Gandara, ha affermato che “in Spagna la fornitura di cherosene per gli aerei è garantita”. Tuttavia, ha avvertito, “se altri Paesi dovessero riscontrare problemi, ciò potrebbe avere ripercussioni sul mercato” iberico. Lo riporta El Paìs. Gandara ha spiegato che le raffinerie spagnole forniscono tra l’80% e l’85% del cherosene per aviazione consumato negli aeroporti della rete spagnola Aena, mentre altri Paesi importano fino al 90% del loro carburante. In questo contesto, le raffinerie stanno già valutando la possibilità di aumentare la produzione oltre il consumo previsto della Spagna, destinando la quota rimanente all’esportazione. Le compagnie aeree hanno previsto per questa stagione estiva un aumento della domanda di voli e hanno messo a disposizione 258,8 milioni di posti da e per la Spagna, pari a un incremento del 5,7% rispetto alla stagione estiva del 2025

Ue, Tzitzikostas: “Voli cancellati per l’alto prezzo del carburante”

“Riguardo alle cancellazioni dei voli, devo chiarire una cosa: le linee o i voli cancellati non sono stati cancellati per mancanza di carburante per aerei. Sono stati cancellati a causa degli alti prezzi del carburante per aerei”. Lo ha detto il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Trasporti che si è svolto in video conferenza per discutere dell’impatto dei recenti sviluppi geopolitici sul settore dei trasporti. “Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, i prezzi del carburante per aerei sono più che raddoppiati, e questo ha spinto molte compagnie a ridurre o addirittura tagliare alcune delle loro linee, ma non stavano realizzando alcun profitto finanziario” ha proseguito il commissario

Ue, Tzitzikostas: “Creeremo un osservatorio sui carburanti; anche aerei”

“Annunceremo domani la creazione di un nuovo osservatorio dei carburanti che monitorerà l’approvvigionamento e i livelli di scorte dei carburanti per il trasporto. E naturalmente inizieremo dal carburante per aerei”. Lo ha dichiarato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa al termine della videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti Ue. “Il coordinamento è la chiave” per difendere gli europei dagli impatti della crisi energetica, ha sottolineato il commissario

Ue: “Tornare alla navigazione ad Hormuz o le conseguenze saranno catastrofiche”

“L’unica via d’uscita da questa situazione di turbolenza è la diplomazia, senza un ritorno permanente alla libertà di navigazione. Le conseguenze saranno catastrofiche, non solo per l’Europa, ma per il mondo intero. Fin dal primo giorno, questa crisi ha colpito duramente i trasporti: il blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto lievitare i costi e creato pressioni sulla catena di approvvigionamento. Entrambi questi fattori stanno ora avendo ripercussioni su imprese, cittadini e operatori”. Lo dice il commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa al termine della riunione in videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti Ue. “L’evacuazione in sicurezza delle 110 navi battenti bandiera UE e presenti nello Stretto rimane, ad oggi, la nostra principale preoccupazione, ma dobbiamo anche valutare cosa possiamo fare per affrontare l’impatto del raddoppio del prezzo dei carburanti per aerei e navi, o l’enorme pressione esercitata dall’aumento dei prezzi di benzina e diesel”, aggiunge

Appello Onu: “Assistere i 20 mila marinai bloccati a Hormuz”

Il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale, Arsenio Dominguez, ha lanciato un appello per assistere circa 20 mila marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz, chiedendo in particolare un migliore accesso al Wifi per gli equipaggi isolati. Secondo l’Omi, quasi 20 mila marittimi e circa 2 mila navi risultano bloccati dopo l’interruzione del traffico nello stretto.
Intervenendo a una conferenza marittima a Singapore, Dominguez ha sottolineato che i marittimi soffrono di stress e affaticamento estremi. Ha spiegato che alcuni Paesi hanno attivato linee di assistenza telefonica attive 24 ore su 24 e, in alcuni casi, fornito viveri agli equipaggi. Tuttavia, secondo il responsabile dell’agenzia Onu, si potrebbe fare di più anche a livello personale, ad esempio “fornendo accesso al Wifi affinché possano contattare le loro famiglie e far sapere che stanno bene”

Tajani: “Auspicio che il cessate il fuoco si trasformi nella fine della guerra”

“Oggi c’è un’auspicabile ripresa del dialogo tra israeliani e libanesi a Washington e tra americani e iraniani a Islamabad. La speranza è che il cessate il fuoco si trasformi in fine della guerra”. A dirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’inaugurazione del Salone del Mobile a in Fiera a Rho. “Questo Salone si inaugura in un momento complicato a livello internazionale, abbiamo due guerre se non tre”, ha aggiunto

Oggi il premier del Libano da Macron: “Evitare che Hezbollah riprenda gli attacchi”

“Tutta la sfida del cessate il fuoco in Libano è evitare che lo Hezbollah riprenda gli attacchi: bisogna creare le condizioni perché Hezbollah non attacchi più Israele e che Israele non si trovi più nelle condizioni di doversi difendere”: lo dicono fonti dell’Eliseo, nel corso di un briefing con la stampa nel giorno della visita a Parigi dal presidente Emmanuel Macron del premier del Libano Nawaf Salam. Malgrado il cessate il fuoco temporaneo la “situazione resta tesa”, sottolineano le fonti, sottolineando che il “disarmo dello Hezbollah attraverso le forze armate libanesi resta l’obiettivo da raggiungere”. “E’ un momento cruciale per il Libano”, avvertono le fonti francesi, secondo cui “l’azione di Hezbollah di prendere l’iniziativa, di lanciare le ostilità trascinando il Libano in una guerra più ampia è stato un errore”. Le fonti hanno infine sottolineato che la Francia “resterà impegnata” al fianco del Libano anche quando la missione Unifil giungerà a scadenza. Ma “non immaginiamo la Francia sostituirsi direttamente all’Unifil”, puntualizzano all’Eliseo. I contatti “continuano in modo molto naturale” con tutti i Paesi coinvolti nella missione Onu per riflettere alla composizione di una “futura forza internazionale in sostegno al Libano”, concludono a Parigi

Axios: “Khamenei avrebbe autorizzato la delegazione iraniana a partire”

La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, per partire per Islamabad e l’autorizzazione sarebbe arrivata lunedì sera. Lo riporta Axios citando una fonte “ben informata”. La Casa Bianca – sottolinea il media americano – ha trascorso l’intera giornata di ieri in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l’intenzione di inviare la propria squadra negoziale in Pakistan. Secondo la fonte gli iraniani hanno preso tempo a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma, ovvero nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense

Berlino: “Sospendere l’accordo Ue-Israele è inappropriato”

“Consideriamo” la sospensione dell’accordo Ue-Israele “inappropriata”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo al Consiglio Esteri a Lussemburgo, rispondendo ai giornalisti. “Tuttavia, è necessario discutere le questioni cruciali con Israele. Abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte” e “abbiamo una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni, mi aspetto che il governo israeliano la affronti in modo più chiaro e fermo”, ha sottolineato. “La nostra posizione è chiara anche sul rispetto del diritto internazionale: non ci dev’essere alcuna annessione in Cisgiordania”, ha aggiunto

Media iraniani: “Una petroliera ha violato il blocco navale”

“Una petroliera iraniana, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti riguardo a un blocco navale, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz dopo aver consegnato un carico di due milioni di barili alle isole Riau indonesiane”. Lo riporta l’agenzia stampa Tasnim

Media, Vance arriverà in Pakistan mercoledì

Il vice presidente americano JD Vance dovrebbe arrivare a Islamabad, capitale del Pakistan, fra la tarda mattina e il primo pomeriggio di mercoledì ora locale per i colloqui con l’Iran. Lo riporta Al Jazeera citando fonti vicine ai mediatori.

Media iraniani: “Nessuna delegazione è ancora partita”

“Nessuna delegazione iraniana è ancora partita per Islamabad”. Lo riporta la tv di Stato di Teheran.

Media Iran: “Petroliera Teheran ha violato blocco navale Usa”

Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l’isola di Kharg domani. Lo riporta l’agenzia Tasnim, l’agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall’Iran alla volta dell’arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.

L’Iran giustizia un uomo per accuse legate alle rivolte di gennaio

L’Iran ha giustiziato per impiccagione un uomo di nome Amirali Mirjafari per “attività armate” e per “aver guidato alcuni manifestanti” durante la rivolta di gennaio in Iran: lo ha dichiarato oggi la magistratura in un comunicato. “Mirjafari è stato accusato di “operazioni per conto di Israele, dell’ostile governo statunitense e di gruppi ostili alla sicurezza del Paese”, per aver incendiato la moschea di Gholhak durante le proteste e per aver guidato i manifestanti attraverso i social media “affiliati al nemicò”, aggiunge il comunicato, precisando: “ha confessato le sue attività, tra cui l’attacco alle forze di polizia, il lancio di oggetti contro cabine telefoniche e autobus e l’incendio di una motocicletta”. Secondo l’agenzia Irna, nel frattempo altre 22 persone sono state condannate a pene detentive fino a 10 anni in due province per “collaborazione con il nemico”.

Iran: “Pronti a risposta decisa alla violazione degli impegni da parte del nemico”

“Le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al presidente americano, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz”: lo ha dichiarato oggi il comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi, citato dall’agenzia Tasnim, sottolineando: “risponderemo in modo appropriato a qualsiasi violazione dell’impegno (del cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti)”. “L’Iran è pronto a dare una risposta decisa, risoluta e immediata alle minacce e alle azioni del nemico”, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata in occasione dell’anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie, due mesi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

Media: “Sherpa Usa e Teheran sono arrivati a Islamabad”

Gli sherpa delle delegazioni di Stati Uniti e Teheran sono arrivati a Islamabad in vista dei colloqui per la pace. L’arrivo delle delegazioni ufficiali è previsto invece nelle prossime ore. Lo riporta Al Jazeera citando fonti diplomatiche pakistane.

Capo magistratura: “Paese si prepari a nuovi attacchi Usa”

Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha affermato che Teheran deve mantenere una “prontezza al 100%” in caso di nuovi attacchi da parte degli Stati Uniti, secondo un video diffuso all’agenzia stampa Fars. Secondo Ejei, esiste una “forte possibilità” di ulteriori attacchi perchè Washington non ha ancora raggiunto i suoi obiettivi di guerra, nonostante l’uccisione di numerosi alti funzionari iraniani. In un secondo video, Ejei ha inoltre dichiarato che l’Iran risponderà al sequestro, avvenuto domenica nel Golfo dell’Oman, di una nave cargo battente bandiera iraniana da parte degli Stati Uniti, definendolo una “violazione” del cessate il fuoco. “Il blocco navale di cui parlano è senza dubbio una chiara violazione, e la Repubblica islamica risponderà certamente”, ha affermato.

Pakistan: “Delegazioni arrivano oggi contemporaneamente”

Le delegazioni americana e iraniana “arrivano oggi a Islamabad contemporaneamente” e “il secondo colloquio si terrà come previsto”. Lo afferma un funzionario pakistano ad Al Arabiya.

Teheran chiede rilascio immediato della nave sequestrata da Usa

L’Iran ha condannato il sequestro della nave cargo Touska, battente bandiera iraniana, da parte delle forze statunitensi e ha chiesto il “rilascio immediato dell’imbarcazione, dei marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”, in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri. Teheran, che aveva già promesso ritorsioni per il sequestro, ha definito l’operazione “estremamente pericolosa” e “criminale”. “Non vi è dubbio che la Repubblica islamica dell’Iran utilizzerà tutte le sue capacità per difendere gli interessi nazionali e la sicurezza dell’Iran e per tutelare i diritti e la dignità dei suoi cittadini”, si legge nella nota. “E’ inoltre chiaro che la piena responsabilità per ogni ulteriore escalation nella regione ricade sugli Stati Uniti”, si legge ancora. Non è chiaro quante persone si trovassero a bordo nè la loro nazionalità.

Axios: “Vance partirà oggi per Islamabad”

Il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance partirà questa mattina per il Pakistan, dove domani sono in programma colloqui con l’Iran a Islamabad. Lo scrive Axios citando tre fonti statunitensi e aggiungendo che anche gli inviati speciali del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, dovrebbero recarsi a Islamabad per i colloqui. Fonti hanno riferito alla Cnn che un secondo round di colloqui tra le delegazioni statunitense e iraniana è attualmente previsto per domani a Islamabad. Al momento non c’è ancora alcuna conferma da parte dell’Iran sulla sua partecipazione ai negoziati , ma una fonte ha confermato alla Bbc che una delegazione statunitense guidata da Vance si recherà in Pakistan “presto”.

Trump: “Negozierà o avrà problemi mai visti primi”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di essere fiducioso che l’Iran avvierà i negoziati, aggiungendo che altrimenti il Paese “avrà problemi seri”. In collegamento telefonico con il programma radiofonico The John Fredericks Show, Trump ha detto che “beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno di fronte a problemi mai visti prima”. Trump ha aggiunto che “spero che raggiungano un accordo equo e che ricostruiscano il loro Paese, ma quando lo faranno non avranno armi nucleari. Non avranno accesso a un’arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. E non possiamo permettere che ciò accada. Potrebbe significare la distruzione del mondo, e non lo permetteremo”.

Trump: “Siti nucleari iraniani distrutti, riesumarli sarà difficile”. E attacca la Cnn

“L’operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. Secondo Trump “la Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di umiliare e sminuire. Perdenti”.

Hormuz, passate solo 3 navi in 12 ore: 27 costrette a invertire rotta

Solo 3 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 12 ore. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando i dati di tracciamento delle imbarcazioni.In un post su X il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che 27 navi sono state costrette a invertire la rotta o a fare ritorno ai porti iraniani a causa dell’attuale blocco navale dello Stretto di Hormuz. “Questo blocco verrà fatto rispettare e si applica a tutte le imbarcazioni, indipendentemente dalla bandiera”, ha avvertito una voce fuori campo in un video pubblicato insieme al post, che mostra un elicottero impegnato nel pattugliamento del canale navigabile. “Qualsiasi imbarcazione che manifesti l’intenzione di entrare in un porto iraniano o di uscirne sarà soggetta al diritto di visita e perquisizione, in conformità con il diritto internazionale. Qualora tentiate di forzare il blocco, ne imporremo il rispetto ricorrendo alla forza”, afferma la voce.

Ghalibaf: “Non accettiamo negoziati sotto minaccia”

“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.

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