
«Abbiamo concluso il nostro accordo con l’Iran e dovrebbe avere successo. Ora passa a una seconda fase che penso sarà in realtà più facile». È la profezia di Donald Trump al G7 di Evian, dove assicura che Teheran si è impegnata «chiaramente a non sviluppare o acquistare l’arma nucleare» e che lo stretto di Hormuz «riaprirà pienamente» entro venerdì: il giorno in cui è attesa la firma ufficiale (dopo quella digitale avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì) del memorandum da parte dei due capi negoziatori, il suo vice JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nella cornice super blindata del Bürgenstock, resort a cinque stelle appollaiato sull’omonima montagna che sovrasta il lago di Lucerna, in Svizzera.
Gli Stati Uniti hanno reso pubblico il testo ufficiale d’intesa raggiunta nel fine settimana con l’Iran. Un alto funzionario dell’amministrazione statunitense ha illustrato il documento, composto da 14 punti, che definisce le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’allentamento di alcune restrizioni finanziarie nei confronti dell’Iran e le linee guida per affrontare il programma nucleare iraniano nei futuri colloqui tecnici.
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