Cosa ci fanno palloncini e missili (rosa) nelle piazze di Teheran, diventano teatro dei matrimoni di massa in tempo di guerra

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Il programma Jan Fada e l’idea del sacrificio

Si chiamano”coppie di sacrificio” e alla base delle loro nozze collettive c’è il programma Jan Fada (autosacrificio)un’iniziativa statale che raccoglie adesioni tra cittadini disposti a dichiarare la propria disponibilità al sacrificio personale in caso di conflitto. Il termine richiama l’idea di osare la vita per la patria e si inseriscono in una narrazione di difesa nazionale che le autorità iraniane portano avanti da tempo.

Il programma prevede quindi che i partecipanti si dichiarino disponibili a mettere a pentimento la propria vita, anche attraverso mobilitazioni civili come la formazione di catene umane davanti a infrastrutture strategiche, tra cui centrali nucleari.

Le coppie che hanno partecipato a matrimoni di massa, secondo i media ufficiali, avevano già aderito a questo programma. In alcune testimonianze riportate dalla stampa locale, il gesto viene interpretato come un doppio impegno: da un lato quello privato del matrimonio, dall’altro quello pubblico verso lo Stato. In questo intreccio tra affetti e ideologia, la cerimonia assume un significato che va oltre la dimensione personale.

Teheran matrimoni di massa

Un sostenitore del governo abbraccia suo figlio mentre si trova accanto a un veicolo militare dipinto di rosa e decorato con fiori durante una cerimonia di matrimoni di massa per le “coppie del sacrificio”, organizzata dal corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche

NurPhoto/Getty Images

Un matrimonio che diventa spettacolo pubblico

Le immagini che arrivano dalle piazze mostrano una coreografia accurata, quasi teatrale. Le jeep militari si muovono lentamente come parte di un corteo nuziale fuori dall’ordinario. Le spose stringono fiori dello stesso colore delle decorazioni, mentre gli altoparlanti diffondono la musica tradizionale del matrimonio.

Sullo sfondo, però, la scenografia cambia tono: immagini delle immagini leader religiosi, bandiere e persino missili rosa accanto al palco ricordano costantemente che la dimensione privata delle nozze si intreccia con quella politica e militare. Non si tratta solo di un evento celebrativo, ma di un momento costruito con una precisa regia simbolica. Le autorità iraniane hanno infatti presentato la cerimonia come parte di una più ampia mobilitazione nazionale, in cui la vita quotidiana viene inserita dentro un racconto di unità e resistenza.

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