Due studenti creano un filtro di scarico che trasforma le emissioni in ossigeno

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L’innovazione tecnologica nel settore automobilistico non passa quasi esclusivamente dagli imponenti centri di ricerca delle multinazionali. A volte, le soluzioni più rivoluzionarie provengono dall’ingegno di giovani studenti determinati a fare la differenza in questo mondo in pieno cambiamento. È il caso di Rohan Kapoor e Jack Reichertdue diciottenni della Pennsylvania che hanno sviluppato il Vai al filtro verdeun dispositivo a basso costo progettato per trasformare le emissioni inquinanti dei veicoli in ossigeno puro.

Vieni funziona

Il funzionamento del Go Green Filter si basa su un principio biologico semplice ma efficace: l’utilizzo di microalghe vive. Il dispositivo, infatti, mostra come un filtro compatto che può essere applicare con facilità al tubo di scappamento di qualsiasi automobile. Una volta installata, le microalghe contenute all’interno agiscono come un polmone artificiale, catturando ioanidride carbonica e altri inquinanti atmosferici mentre i gas diffondono scarico passare attraverso il filtro, rilasciando al loro posto ossigeno pulito nell’ambiente.

Il percorso è durato un anno

La genesi di questo prototipo è durata quasi un anno, un periodo durante il quale i due ragazzi hanno perfezionato la tecnologia prendendo ispirazione dalle ricerche accademiche condotte da un professore del MIT. Uno dei principali punti di forza del progetto è la sua massima sostenibilità economica: produrre un singolo filtro costa infatti circa 50 dollarirendendo questa tecnologia potenzialmente accessibile su scala mondiale. Nonostante il prezzo contenuto, l’efficacia misurata durante le fasi di test è sbalorditiva, avendone dimostrata una riduzione delle emissioni pari al 74%.

Quali potrebbero essere i benefici

A livello ambientale le implicazioni di questa innovazione sono assolutamente rilevanti. Kapoor e Reichert hanno stimato che, se il Go Green Filter fosse adottato su tutti i veicoli del pianeta, le emissioni globali di il carbonio potrebbe diminuire di oltre il 16%. In un momento storico come quello attuale, in cui la transizione ecologica si trova al cospetto di uno spartiacque, questa invenzione potrebbe divenire una soluzione pratica non indifferente. Il suo impatto potrebbe portare vantaggi sia al pianeta che all’industria dell’auto. Vedremo se qualcuno si farà avanti per dare seguito a questa scoperta interessante.

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