Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato il provvedimento con cui dà il via libera formale, scontato anche dopo l’ok della Procura generale, all’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, che così può uscire dal carcere dopo circa 10 anni e mezzo.
Era entrato a Bollate nel dicembre 2015 e da poco più di un anno era in semilibertà, ossia doveva rientrare nella casa di reclusione la sera. Condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrà scontare gli ultimi circa due anni di pena con la misura alternativa al carcere.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza di dare il via libera all’affidamento in prova di Alberto Stasi è stata fatta in base alla valutazione degli atti, tenendo conto che il parere positivo della Procura non è vincolante. “Sono valutazioni che si fanno in base agli atti – ha spiegato all’ANSA il presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato -. Non sono mai cose automatiche altrimenti sarebbero fuori tutti quelli che hanno meno di quattro anni da scontare”.
Legale Stasi: ‘L’affidamento non incide sull’indagine di Pavia’
Il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi “non incide sull’indagine della Procura di Pavia”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo la scarcerazione del 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “Questo aspetto, tuttavia, non incide sull’indagine della Procura di Pavia”, ha spiegato il legale, riferendosi alla concessione dell’affidamento in prova. Durante tutta la fase esecutiva della pena, ha aggiunto, Stasi è stato considerato dalla difesa come una persona detenuta che stava seguendo il proprio percorso carcerario, ma “ha sempre continuato a rivendicare la propria innocenza”. “È una convinzione che nessuno potrà mai togliergli, a prescindere dagli sviluppi dell’altro fronte, quello della revisione”, ha concluso Bocellari
Per Alberto Stasi oggi riposo e incontro con la madre
Una giornata di riposo per Alberto Stasi, una giornata più leggera da quando stamattina è arrivata la notifica dal Tribunale di sorveglianza di Milano che ha dato il via libera all’affidamento in prova per il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della sua allora fidanzata Chiara Poggi. Delitto per cui ora la procura di Pavia ha però indagato un’altra persona, Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Era in licenza, quindi fuori dal carcere, dove sarebbe dovuto tornare solo domani sera. Però questa mattina è subito tornato a Bollate per sbrigare le ultime formalità e prendere la sua roba. Prima ha impacchettato gli abiti e gli effetti personali in tre valige, lasciando al compagno di cella alcune cose in regalo come il ventilatore e il frigorifero ed è passato a salutare il direttore Giorgio Leggieri, gli agenti, gli educatori ei protetto con cui ha condiviso un decennio di vita, come fa solitamente chi lascia il carcere. E poi ha incontrato la madre Elisabetta Ligabò, come fa quasi ogni sabato. Alberto, ha confermato la sua legale a La7, non tornerà a Garlasco, nella villetta di famiglia, che pare sia stata nuovamente messa in vendita dopo un tentativo andato a vuoto nel 2016.
Stasi non tornerà a vivere a Garlasco
Alberto Stasi non tornerà a vivere a Garlasco dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per il 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “È tornato a casa, non tornerà a Garlasco a vivere ovviamente”, ha affermato il legale, precisando però che Stasi “non ha alcuna restrizione per andare a Garlasco e in generale per muoversi all’interno della Regione Lombardia”. Secondo Bocellari, si tratta delle prescrizioni standard previste per chi beneficia dell’affidamento in prova ai servizi sociali e “non c’è niente di diverso, di particolare rispetto alla misura che gli è stata concessa”.
Legale Stasi: ‘Revisione quando difesa sarà pronta ma più sereni’
“La revisione verrà presentata quando la difesa sarà pronta. È un lavoro lungo, un lavoro tecnico che richiede grande attenzione e va fatto bene”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a La7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per Stasi. “Ora siamo in grado di lavorare con più serenità perché Alberto Stasi è a tutti gli effetti un uomo che può riprendere in maniera sostanzialmente normale la propria vita”, ha aggiunto.
“Pur non trattandosi tecnicamente di una fine pena, oggi per Alberto Stasi è un nuovo punto di inizio per la sua vita futura”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari in un video a TgLa7 dopo il via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali per il 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. “Dopo dieci anni e mezzo – ha aggiunto – può condurre una vita effettivamente e sostanzialmente libera, pur con limitazioni molto più affievolite rispetto al passato”
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