I robot ucraini al fronte vincono la loro prima battaglia. Il conflitto contro la Russia sta rivoluzionando gli eserciti e riscrivendo le regole

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Anche Aidan G. Stretchanalista di tecnologie militari con esperienza sul conflitto ucraino, descrive una trasformazione più operativa che teorica: “Sul campo la logica è estremamente pragmatica: non si pensa in termini di piattaforme sofisticate, ma di cosa funziona in quel preciso momento. Un drone da poche centinaia di dollari che arriva a destinazione vale più di qualsiasi sistema teoricamente superiore che non riesce a sopravvivere al primo contatto elettronico”.

Come la robotica ha rivoluzionato il fronte

Dal punto di vista delle operazioni militari l’emergere di una robotica di terra ha avuto un impatto evidente. Stando ai dati diffusi dal ministero della Difesa ucraino sono state novemila le missione volare con veicoli terrestri senza pilota — gli Unmanned Ground Vehicles (Ugv) — equipaggiati con esplosivi, razzi e armi automatiche. Circa quattro mesi fa, erano meno di tremila.

Un aumento vertiginoso che trova spiegazione nella grande adattabilità di queste tecnologie al contesto. I robot terrestri sono più lenti e individuabili, ma possono trasportare esplosivi di potenza molto maggiore rispetto a quelli aerei – trenta chili nel caso dell’avamposto conquistato senza soldati l’anno scorso. Reperire queste tecnologie è diventato molto semplice per le singole unità operative sul campo. I soldati in Ucraina possono procurarsi le proprie armi facendo la spesa su piattaforme simili a quelle classiche per gli acquisti online, che offrono centinaia di droni disponibili nel loro listino.

L’evoluzione del conflitto ha compresso la filiera di approvvigionamento militare per Kiev. Invece dei lunghi cicli industriali tipici dei programmi occidentali, l’Ucraina ha sviluppato un ecosistema nel quale le le esigenze del fronte vengono trasferite rapidamente a produttori privati, startup e laboratori tecniciche modificano piattaforme e software in tempi molto più rapidi. Il risultato è una catena di fornitura più corta e adattiva, in cui molti sistemi vengono adattati alle esigenze di singole brigate o settori del fronte talvolta anche nell’arco di poche settimane. Bendette aggiunge: “Questa guerra sta mostrando un fenomeno che le dottrine tradizionali faticano ancora a incorporare: la capacità militare non è più solo funzione della spesa, ma della velocità con cui un sistema può essere adattato sul campo e re-immesso in produzione”.

Nelle aree rurali e più aperte si privilegiano i droni con batterie più potenti e maggiore raggio d’azione, capacità di coprire maggiori distanze tra le linee. Nei combattimenti urbani, dove gli spazi sono più stretti e gli ostacoli numerosi, si utilizzano invece piattaforme più piccole e manovrabili. Dove la guerra elettronica russa è più intensa, vengono adattati software, antenne e frequenze di comunicazione per ridurre il rischio di disturbo o perdita del segnale.

L’economia di guerra prodotto in Ucraina

Il passaggio verso una guerra in grado di sostituire sistemi con equipaggio con piattaforme autonome o remotizzate ha iniziato, in Ucraina, una trasformazione industriale. Secondo il rapporto più recente della Kyiv School of Economics, nel 2025 il mercato della tecnologia di difesa ha raggiunto un valore complessivo di 6,8 miliardi di dollaricon i sistemi senza equipaggio (il cosiddetto “guerra senza pilota”) che rappresentano la componente dominante, pari a circa 6,3 miliardi di dollari.

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