C’è chi arriva con i figli piccoli al seguito. Chi invece giunge con il viso già segnato da copiose lacrime. UNL’esterno dell’ospedale Monaldi di Napoli è un via vai di persone che vogliono testimoniare la propria vicinanza a mamma Patrizia e papà Antonio per quanto accaduto al loro piccolo Domenico. A terra ci sono fiori, tanti fiori, biglietti, peluche. Tanti anche i palloncini, tra i quali spicca uno blu con la scritta “Domenico, perdonaci”.
È una sorta di altarino nato spontaneamente dopo che è stata dichiarata la morte del piccolo Domenico, una vita spezzata a due anni e quattro mesi da una catena di errori relativi al trapianto di un cuore risultato poi gravemente danneggiato e sulla quale la Procura della Repubblica di Napoli sta cercando di fare chiarezza.
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MANUELA GALLETTA


Mentre all’esterno si prega e si piange, nella struttura del Monaldi i carabinieri del Nas di Napoli (guidati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino) sono ancora al lavoro per acquisire la documentazione utile alle indagini che al momento conta sei indagati (medici e paramedici del Monaldi che hanno fatto parte dei team espianto e trapianto) per omicidio colposo.
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Il fascicolo sanitario di Domenico va acquisito in modo completo. E, a quanto segnala l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della mamma di Domenico, ancora adesso il Monaldi sarebbe stato manchevole:«Dalla cartella clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato», spiega il legale.
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Per questo «domani mattina torno in Procura per segnalazione l’anomalia e chiedere che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto». In particolare, l’L’avvocato ha riscontrato che «le varie fasi sono descritte cronologicamente, ma manca il minuto preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi».
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