Meloni: “L’Italia non è in guerra”. E sul caro energia: “Più tasse alle aziende che speculano”

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«Confermo quello che ho detto, l’Italia non è parte del conflitto, non intende essere parte del conflitto. Noi ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili e con droni, ma solo a scopo difensivo», queste le parole della premier Giorgia Meloni, ospite su Rete 4. Poi ha aggiunto: «Bisogna impedisce che la speculazione faccia esplodere i prezzi. L’autorità dell’energia ha attivato una task force. Credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas. Il ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo Mister prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano ingiustificati dei prezzi, in particolare sulla benzina, sui generi alimentari e siamo determinati a combattere la speculazione. Silla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell’opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo».

La premier ha poi detto: «Siamo determinati a combattere la speculazione e approfitto per ribadire che consiglio a tutti la prudenza perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che ne fossero responsabili e rimettere i soldi sulle bollette in particolare».

Sulla guerra, ha precisato: «Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che quello Usa-Israele è un intervento fuori dal diritto internazionale, condivide o condanna quell’intervento? Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto, noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale – ha replicato -. Ma alla domanda non risponde nessuno dei due. Non ho elementi necessari per prendere una posizione categorica, ma al netto del premier spagnolo nessuno in Europa ha condannato l’iniziativa e nessuno sta prendendo parte al conflitto».

«L’attacco, stando a quello che dicono Stati Uniti e Israele, è conseguenza del fatto che non si è riusciti a concludere un accordo sul nucleare iraniano. L’Iran, secondo molti analisti indipendenti e il più importante è il direttore dell’Agenzia dell’Onu per l’Energia Atomica, sarebbe arrivato a un livello di arricchimento dell’uranio che è molto più alto di quello che serve per usi civili. Oggettivamente nessuno può permettersi che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, atteso che ha anche missili a lungo raggio. Noi parliamo di un regime che non si è fatto grandi scrupoli ad esempio a uccidere migliaia di suoi cittadini che si manifestavano pacificamente. Quindi penso che anche questo sarebbe un pericolo enorme, non solo per la regione ma anche per l’Europa».

«Io non penso che le regole del diritto internazionale siano saltate con questo episodio perché esistono moltissimi precedenti, ma sicuramente il quadro è, diciamo, di grande caos. Sono saltate molto prima. Secondo me la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina, perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che 4 anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo».

La presidente del Consiglio è intervenuta anche sul caso della famiglia nel bosco, dicendosi «senza parole» davanti alle ultime decisioni dei magistrati. «Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Il ministro Nordio sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro», ha detto il premier.

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