Sulla questione degli ibis sacri il sindaco Alessandro Canelli ha mentito ai novaresi in diretta streaming e per questo si deve dimettere. Lo sostiene Avs, aggiungendo «abbiamo le prove». Canelli venerdì, affiancato dal consigliere provinciale delegato a caccia e pesca Giuseppe Maio, ha sostenuto la necessità di dare attuazione al piano di contenimento dei volatili, «specie alloctona infestante». Ma in un video si sentono alcuni cittadini che chiedono alla polizia provinciale spiegazioni sulla mattanza conseguente alla distruzione dei nidi. «Non potevate aspettare una settimana, che prendevano l’involo?», domanda una donna. E un agente risponde: «Non è stata una cosa programmata, l’ho saputo la sera prima. Il problema è che c’è un evento domani». Cioè gli Streetgames, iniziati sabato sera in quella zona per durare fino al 28 giugno.


Dunque, commenta Avs, «il Comune ha ignorato il problema, mancando di fare prevenzione. A pochi giorni dagli Streetgames si sono resi conto delle loro mancanze. Per provare a salvarsi la faccia ed evitare che tutti si rendessero conto della loro incompetenza, è stata presa la decisione drastica di sterminare gli ibis e devastare le piante. Il massacro è stato messo in pratica dalla Provincia, ma evidentemente la richiesta è venuta dal Comune. Un sindaco che in diretta streaming mente ai suoi cittadini non può più rappresentarli».
Un’interrogatorio in Parlamento
Sulla questione Avs ha annunciato un’interrogazione parlamentare a prima firma del deputato Marco Grimaldi e aggiunge: «Il contenimento degli ibis sacri è un tema di rilevanza nazionale ed europea e l’Avs non ha intenzione di negarlo.
il caso
Ibis sacri, iniziato tra le proteste il piano di abbattimento con i fucili
Roberto Lodigiani


Tuttavia, ciò su cui vogliamo porre l’attenzione è l’attuale gestione del fenomeno senza prospettive, senza basi scientifiche solide e senza progettualità. Il contenimento delle specie alloctone deve essere svolto con metodologie non cruente e con la pianificazione, non con una mattanza in pieno giorno».
