Trionfo della Spagna, batte l’Argentina e conquista il Mondiale americano – Mondiali 2026

Date:

La Roja trionfa nel segno di Ferran Torres. La Spagna batte l’Argentina 1-0 e diventa la prima nazionale a vincere due volte il campionato del mondo nel Ventunesimo secolo, sedici anni dopo l’impresa del 2010. Il duello generazionale annunciato tra Messi e Yamal lo decide un terzo volto del Barcellona, ​​che finora non aveva ancora segnato in questo Mondiale.

L’Albiceleste abdica e con lei il suo simbolo, il calciatore più forte dai tempi di Maradona, come il Pibe de Oro sconfitto in finale quattro anni dopo la vittoria. Nel New Jersey è un pomeriggio torrido. Per il giorno del giudizio Luis de la Fuente conferma l’undici che ha sconfitto la Francia, mentre Scaloni cambia tre pedine: Montiel, De Paul e Gonzalez rilevano Molina, Simeone e Paredes come già avevano fatto in semifinale, quando l’Inghilterra conduceva 1-0 e l’Albiceleste era a un passo dalla resa.

È la Spagna a proporsi per prima, poi dall’altro lato Unai Simon interviene sulla trequarti per bloccare la cavalcata di Messi. La Pulce è il fil rouge di questa sfida, perché era in campo ai tempi del primo Mondiale vinto dalla Spagna nel 2010 e per aver fatto la storia del Barcellona. Tra gli spagnoli c’è chi lo ha affrontato da avversario, come Laporte che nel 2015, da giocatore dell’Athletic Bilbao, venne travolto dall’argentino in finale di Copa del Rey.

E c’è chi è cresciuto nel suo mito alla Masia: Yamal, Cubarsí, Cucurella. La Spagna tiene il pallino del gioco e il baricentro si sposta via via verso la porta argentina, con la Selección incapace di rompere le linee della Roja. Al 38′ un bel fraseggio si conclude col tiro dal limite di Oyarzabal, troppo centrale per impensierire Martinez. L’altro Martinez argentino, Lisandro, prima viene ammonito poi lascia il campo al 38enne Otamendi per infortunio.

A metà partita si contano due soli tiri in porta, entrambi di marca spagnola, mai così pochi negli ultimi 60 anni in una finale mondiale. Mentre Madonna, Shakira, Justin Bieber, Ronaldo e Ronaldinho animano il maxi intervallo, Scaloni pensa a come allentare la morsa delle Furie rosse e si gioca la carta Paredes richiamando Gonzalez. L’ex Roma e Juventus perde il primo pallone sulla propria trequarti, ma Baena lo grazia tirando addosso a Martinez.

Pochi minuti spinge dopo Rodri che non fa nulla per nascondere il contatto, si accende un parapiglia e l’argentino si vede sventolare il giallo. Scaloni si gioca la terza carta e Molina rileva Montiel, autore del rigore decisivo nella finale del 2022.

I palleggiatori spagnoli guadagnano centimetri ma non capitalizzano, così Pedri e Torres rilevano Ruiz e Oyarzabal. L’occasione più limpida la crea Yamal, con un cross per Torres che non riesce ad angolare. Al break l’Argentina ha un disperato bisogno di ossigeno per tappare tutti i buchi, così Scaloni butta dentro Simeone e Medina al posto di De Paul e Romero. L’Albiceleste palesemente non ne ha, ma la Roja non trova l’idea vincente. De la Fuente richiama Olmo e Baena, entrano Merino e Williams.

Diventa un assedio. Martinez, con uno stile discutibile, respinge anche un tentativo di Cubarsi. La Spagna continua a tirare addosso al portiere argentino. La partita si accende nel finale. Prima Laporte ferma Messi con le cattive, poi l’Albiceleste si fa vedere nell’area spagnola, quindi Fernandez stende Cubarsí. Era stato ammonito poco prima per proteste, arriva il rosso. I tempi regolamentari si chiudono con l’occasione più nitida per la Spagna, una punizione di Yamal su cui arriva la grande parata di Martinez.

Al 90′ l’Argentina non ha ancora fatto un tiro e deve giocare mezz’ora di supplementari con un uomo in meno. Ormai le Furie rosse cercano di entrare in porta con la palla e Williams a un certo punto riesce a sembrarci, ma Vincic annulla tutto.

All’ultimo quarto d’ora le due squadre si presentano con 19 tiri a zero per la Spagna. Ma per vincere servono i gol. E il gol arriva, all’ultimo rientro in campo. L’arbitro fischia, Pedro Porro crossa dalla trequarti e Nico Williams di testa fa sponda per Ferran Torres, che insacca per la storia. Finisce con l’assalto disperato dell’Argentina, coltello tra i denti, e una Spagna che sembra l’Inghilterra della semifinale. Ma Cubarsí è miracoloso, poi Simeone spedisce in cielo l’ultima preghiera dell’Albiceleste.

LA CRONACA IN DIRETTA

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi l'articolo:

Popolari

IN EVIDENZA
Related